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28 luglio 2008

U'WA CANNES COMPLETED

Le foto che propongo di seguito sono relative al completamento dei lavori del U'WA temporary store di Cannes, di cui ho già accennato nella precedente news (LINK) che ho progettato in collaborazione con il team PROFILE+. È importante sottolineare che il progetto è stato sviluppato per uno spazio piuttosto esiguo, come d'altronde tutti i retail che si affacciano sulla stessa stradina, Rue Mace; inoltre il budget messo a disposizione dalla committenza per questo intervento è stato piuttosto limitato. Pertanto ho improntato il concept sul tentativo di sfruttare al massimo le superfici dei muri perimetrali, rendendole "arredi parlanti".

I ripiani, ad esempio, sono delle lingue di lamiera trafilata di colore bianco, che si auto-avvolgono nello spazio e che contengono all'interno delle sottilissime strisce led; inoltre hanno il frontino recessato di colore rosso (il colore istituzionale della casa di moda U'WA), che crea delle sottili zone d'ombra, quasi interstiziali, da cui si intravede la fonte lineare luminosa.

La "parete scomposta" è un'arredo che trasmette volutamente un'instabilità e un caos paragonabile a quello urbano; è una forma che sembra quasi ritagliata da un rettangolo (platonico) e che comprende staffe sporgenti oppure al contrario elementi vuoti sottratti alla materia rigida; ma poi essa si sovrappone ad un tessuto plissettato ed elegante, creando una tensione tra rigidità e dinamismo, tra indifferenza e gusto dell'autentico. La collezione di abbigliamento trova spazio dove può in questa appenderia che appare come una kasbah di un mercato arabo.  

Altri componenti interessanti sono:

- il bancone da falegname, acquistato dopo una meticolosa ricerca nei negozi di antiquariato;

- il pavimento in resina dogato, realizzato con profili a "T" di alluminio annegati nello spessore della resina;

- i tubi degli impianti lasciati a vista e pitturati di rosso anch'essi;

- i profili d'acciaio senza finitura, smerigliati e trattati con semplice flatting, come fossero ancora non del tutto finiti.

Ecco che si è generato uno spazio quasi post-industriale, in cui è come se si fosse instaurato un assurdo equlibrio tra ciò che è "perfetto" (quasi futurista) e ciò che è "imperfetto" (quasi apocalittico).

Vedi il video dei 2 case history di Cannes e Forte dei Marmi al seguente LINK, oppure il video-shorts del completamento di Cannes al seguente LINK.  

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